L’uomo e il bambino, le loro impronte attraversano i secoli

Suggestivo ritrovamento negli scavi in piazza dei Fornelli. Emergono due orme di piedi risalenti a più di 2.500 anni fa.

 

VOLTERRA. Gli scavi archeologici vicino a piazzetta dei Fornelli regalano uno scorcio di vita quotidiana, una suggestione che risale alla notte dei tempi, ben prima della civiltà etrusca. Sono due impronte di piedi, uno appartenente ad un adulto e l’altro ad un bambino, risalgono ad oltre 2.500 anni fa. Chissà, forse erano padre e figlio, magari una madre con il suo piccolo o, forse ancora, non si conoscevano. Ma nei secoli hanno condiviso lo stesso viaggio attraverso il tempo.

Di certo, non è una scoperta di grande valore artistico ma rappresenta una traccia che rivela l’antichità di Volterra e che la lega alla vita dei suoi abitanti. E, alla fine, fa persino riflettere proprio sul concetto di “traccia” intesa come testimone che ognuno cerca di lasciare alle generazioni future. In questo caso, sono le orme di due piedi. Sono state mostrate per la prima volta in un congresso organizzato dalla Soprintendeza ai beni archeologici della Regione Toscana in questi giorni a Volterra.

In realtà, i primi scatti risalgono a qualche anno, al 2010, ma le immagini non sono mai uscite dagli archivi della Sopritendenza e, se si esclude una pubblicazione sul bollettino ufficiale dell’ente toscano, fino ad oggi la notizia non era mai stata diramata.

«Queste impronte sono state scoperte nell’interno di uno scavo effettuato per i lavori di ampliamento di alcuni edifici della Cassa di Risparmio di Volterra – spiega l’ex ispettrice della Sopritendenza Annamaria Esposito – si tratta di due orme impresse nell’argilla e che possono risalire al settimo secolo avanti Cristo». In un primo momento sembrava che le orme fossero state impresse da due persone che indossavano i calzari. Poi, guardando meglio le immagini si nota bene la forma delle dita lasciate dall’adulto.

«Di loro non sappiamo niente, forse erano padre e figlio ma potrebbero essere solo belle suggestioni; di certo si sfiora con questa immagine l’aspetto umano – racconta la professoressa – le tracce ci dicono solo che Volterra, come dimostrano le varie stratigrafie ritrovate nei vari scavi sulla piazzetta dei Fornelli – era abitata fin dai tempi antichissimi e comunque già prima degli etruschi».

Sull’origine e la veridicità del ritrovamento ci sono pochi dubbi. «Li abbiamo trovati su uno strato di argilla sotto le fondamenta duro come il cemento. Non era materiale fresco. Le buche di argilla che potrebbero essere datate dal nono secolo avanti Cristo fino al secondo dopo Cristo erano usate per la decantazione. Nell’ambito di quello scavo furono trovati, in tre anni, 450 cassette zeppe di reperti».

Da Il Tirreno

di Rino Bucci – 13 dicembre 2014